Dizionario

Gruppo Europeo di Linfologia. L’organo ufficiale di questo Sodalizio Scientifico è l’“European Journal of Lymphology and Related Problems” (EJLRP).

La circolazione linfatica ha un’origine periferica, ed a differenza di quella sanguigna non possiede un sistema di pompa a monte, come il cuore, che possa garantire una spinta sufficiente alla progressione della linfa. Vi è una piccola componente muscolare liscia all’interno dei vasi linfatici di maggior diametro che permette una peristalsi appena sufficiente alla progressione della linfa, ma il vero motore periferico che permette una normale e rapida circolazione attraverso i collettori linfatici è rappresentato dall’apparato muscolare che, attraverso le sue fisiologiche e periodiche contrazioni, agisce da pompa esterna per la progressione della linfa. Per questo motivo è raccomandata, in tutti i pazienti affetti da linfedema, una moderata attività fisica, non traumatica, ma utile ad attivare fisiologicamente questa funzione di spinta centripeta. Lo sport maggiormente consigliato a questa categoria di malati è il nuoto che, per le sue caratteristiche, meglio si adatta alla funzione drenante che si desidera ottenere; sono proscritti, al contrario, come accennato in precedenza, tutti gli sports che prevedano l’eccessivo affaticamento muscolare, responsabile di una maggior produzione periferica di linfa, o che prevedano traumatismi ripetuti, che possono danneggiare le strutture linfatiche già di per sé insufficienti. 
In figura: Esercizi motori in pazienti con linfedema degli arti.

 

Rappresenta la controparte destra del dotto toracico che, come noto, sbocca a livello dell’angolo succlavio-giugulare sinistro, alla confluenza tra la vena succlavia sinistra e la vena giugulare interna sinistra. Nella maggior parte dei soggetti, questo vaso ha un diametro inferiore ai 5 mm e spesso può essere del tutto assente, ma in un numero limitato di casi può avere dimensioni maggiori dello stesso dotto toracico e supplire ad una sua insufficienza.

Detto spesso utilizzato in passato per definire il linfedema dell’arto superiore secondario ad una linfoadenectomia ascellare, eseguita il più delle volte in associazione ad una mastectomia per cancro mammario.