Dizionario

Società Italiana di Linfangiologia. Fondata nel 1965 dal Prof. Egidio Tosalti, aderisce dal 1989 al “Latin-Mediterranean Chapter (LMC) della ISL”. Il suo organo ufficiale è lo “European Journal of Lymphology and Related Problems (EJLRP)”, lo stesso del “G.E.L.” e del “LMC-ISL”.

Vedi Linfoscintigrafia.

Si intende lo spazio anatomico compreso tra le dita delle mani e dei piedi, frequente sede di infezioni micotiche nel paziente affetto da stasi linfatica.

  • Stadio 1
    • 1A: assenza di edema in presenza di alterazioni delle vie linfatiche (linfostasi rilevata con la scintigrafia!);
    • 1B: lieve edema reversibile con la posizione declive ed il riposo notturno.
  • Stadio 2 Edema persistente, che regredisce solo in parte con la posizione declive ed il riposo notturno.
  • Stadio 3 Edema persistente (non regredisce spontaneamente con la posizione declive) ed ingravescente (linfangiti acute erisipeloidi).
  • Stadio 4 Fibrolinfedema, verrucosi linfostatica, arto «a colonna».
  • Stadio 5 Elefantiasi, pachidermite scleroindurativa, grave verrucosi linfostatica.

Linfedema al II stadio dell’arto inferiore destro.

A) Linfedema post-mastectomia al II stadio dell’arto superiore sinistro. B) Linfoscintigrafia: a destra, normale drenaggio linfatico e regolare rappresentazione dei linfocentri. C) Linfoscintigrafia: a sinistra assenza di linfocentri omolaterali alla mammella operata.

A) Linfedema post-mastectomia al III stadio dell’arto superiore destro. B) Linfoscintigrafia: a destra, collettori linfatici notevolmente dilatati e tortuosi. C) Linfoscintigrafia: a sinistra normale configurazione delle vie collettrici linfatiche.

A) Linfedema al III stadio dell’arto inferiore destro. B) Linfoscintigrafia. C) Linfedema al IV stadio degli arti inferiori. D) La linfoscintigrafia evidenzia una stasi bilaterale con maggiore risalita del tracciante a destra.

Linfedema al V stadio dell’arto inferiore sinistro con componente angiodisplasica e linfostasi evidente anche ai genitali esterni.

È un segno considerato patognomonico della semeiotica del linfedema. Consiste nella difficoltà nel sollevare in plica la cute a livello della falange prossimale del II dito, nell’arto affetto da stasi linfatica: è dovuta ai fenomeni di involuzione fibro-sclerotica del tessuto sottocutaneo.

Eponimo utilizzato per definire il binomio tra linfedema cronico inveterato e la susseguente sovrapposizione di un angiosarcoma a partenza dall’endotelio linfatico (vedi anche Linfangiosarcoma).

Rappresentano, insieme al microscopio operatorio, gli strumenti cardine dell’attività del microchirurgo. Essi non sono semplicemente riproduzioni miniaturizzate dei più comuni ferri chirurgici ma sono opportunamente adattati alle diverse esigenze: ad esempio, devono avere punte estremamente sottili per poter manipolare strutture molto delicate, debbono poter essere utilizzati in spazi molto limitati e non avere superfici riflettenti. Inoltre, necessitano di caratteristiche fisiche che ne rendano quanto più agevole possibile l’impugnatura e la manipolazione (proprietà ergonomiche).