Traumi

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Patogenesi

Qualsiasi ferita, in particolare se associata anche ad una più o meno importante perdita di sostanza dei tessuti superficiali, interessa le ramificazioni linfatiche più periferiche (linfatici iniziali). Nel caso di normale drenaggio linfatico della regione colpita (ad es. arto inferiore o superiore) la linforragia è minima è cessa spontaneamente, grazie alla capacità della linfa di coagulare in condizioni di infiammazione. In arti con insufficienza circolatoria linfatica cronica (linfedemi o flebolinfedemi) la linforrea diventa persistente in relazione all’elevato regime pressorio vigente all’interno del sistema linfatico. Tale condizione predispone, inoltre, alle infezioni (linfangiti) in quanto la linfa è un pabulum ottimale per la proliferazione batterica e la ferita rappresenta la porta di entrata in particolare per i germi saprofiti della cute (cocchi gram positivi).

Nei traumi chiusi, si possono formare raccolte per lo più soprafasciali siero-linfatiche  (sieromi, linfoceli) o emo-linfatiche. Tali raccolte tendono ad autolimitarsi per l’effetto compressivo sulle aree adiacenti e ad associarsi all’edema contusivo dei tessuti superficiali cutaneo e sottocutaneo. L’evoluzione di queste raccolte varia a seconda dell’entità delle stesse e, dalla possibile soluzione spontanea con totale riassorbimento del sieroma, si può giungere alla infezione, sino all’ascessualizzazione, per contaminazione, magari correlata a punture esplorative ripetute per tentativi di aspirazione del liquido.

Un ulteriore meccanismo patogenetico di lesione dei linfatici è rappresentato da interventi chirurgici quali la linfoadenectomia, soprattutto se realizzata per motivi oncologici ma anche solo a scopo bioptico, la chirurgia venosa, l’ernioplastica inguinale o crurale, l’asportazione di tumefazioni (ad es. lipomi) in sedi critiche (ascella, inguine). Dopo tali interventi, in particolare su pazienti costituzionalmente predisposti (insufficienza circolatoria linfatica latente), possono verificarsi complicanze quali la linfangite, la linforrea, il linfocele, infezioni della ferita chirurgica che possono, altresì, favorire la comparsa del linfedema secondario dell’arto corrispondente.

Per quanto riguarda il dotto toracico, i meccanismi patogenetici più frequenti sono rappresentati dalle lesioni che si possono verificare nel paziente politraumatizzato e dagli interventi chirurgici in sede sovraclaveare, cervicale e toracica.